La Domenica di Santi Padri del Concilio di Nicea

Il Concilio di Nicea (325 d.C.) fu il primo grande concilio universale della Chiesa. Abbiamo festeggiato oggi la Domenica dei Padri del Concilio di Nicea , un concilio purtroppo attaccato da molti autori del mondo protestante e da scrittori da incubo come Dan Brown, i quali in una sorta di malsano e fazioso “revisionismo” tentano di snaturare e distruggere lo spirito del Concilio di Nicea.

Questo genere di scrittori non comprende né l’opera dello Spirito Santo né l’ecclesiologia della Chiesa ma pretende di parlare a nome della Storia, in verità offrono solo visioni parziali e di parte. Il Concilio di Nicea fu in verità una grande opera di fede, in primis, giacché vescovi da tutto il mondo romano e anche oltre vi parteciparono, superando avversità, pericoli, tempeste, pirati, briganti e ogni genere di pericolo, solo per affermare la Verità e confermarla agli occhi degli empi.

Il problema teologico principale furono le tesi di Ario, ovvero una discussione teologica sulla natura di Cristo e di conseguenza sul dogma trinitario. Ario affermava che Cristo era solo un uomo, un super-uomo anche volendo, ma privo della natura divina. Questa dottrina, così amata da alcuni circoli protestanti moderni e dall’immaginario collettivo occidentale che vede in Gesù di Nazareth un “prototipo umano di bontà” ma privo di qualsivoglia potere divino e di una effettiva valenza storica e metastorica. Spesso noi occidentali ignoriamo il valore supremo della Divinità che si abbassa a incarnarsi per salvare l’umanità stessa corrotta dalle proprie azioni.

Dagli inni del Pentecostario per i vespri festivi leggiamo di fatto un riassunto dell’evento:

L’insano Ario ebbe l’ardire di dividere la Monarchia della Santissima Trinità / in tre essenze sconnesse e dissimili, e per questo i Santi Padri si radunarono / brucianti di santo zelo, come Elia il Tesbita, e con la spada dello Spirito tagliarono fuori il blasfemo / così come decretato dal santo Spirito.

Le Letture della Vigilia sono essenziali per comprendere lo spirito della Domenica dei Padri di Nicea: Dio mantenne la promessa fatta ai nostri Padri e a quelli dopo di loro (Deut. 1:8-11,15-17). Noi siamo benedetti perché Dio amò i nostri antenati (Deut. 10:14-18,20-21).Inoltre, curiosamente, i 318 vescovi del Concilio di Nicea furono dello stesso numero dei servitori di Abramo, dei quali ascoltiamo alla terza lettura (Gen. 14:14-20) che ci parla della liberazione del parente di Abramo, dell’incontro con Melkisedek e della decima dovuta a Dio: una lettura interessante, che intende formare i fedeli sulla coscienza di gruppo e sulla necessità di combattere il nemico spirituale uniti come lo furono i servi di Abramo nello sconfiggere gli invasori. Il Vangelo della liturgia invece (Giovanni 17:1-13) ci narra della benedizione del Cristo sugli Apostoli e sui loro successori: un invito chiaro a pensare il ruolo del clero e la sua speciale vocazione, così come al fatto che la Chiesa è unita per divina volontà e possiamo trovare conforto e salvezza solo all’interno del suo recinto dogmatico, costruito per proteggere il pensiero dai fuorvianti intrighi del maligno.

Tratto da: Cristianità Ortodossa

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