Perche’ Dio ha creato l’Albero della Conoscenza

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 1ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». [Genesi 2:8-9;16-17]

Poiche’ sappiamo bene come poi Adamo trasgredi’ il comando di Dio e mangio’ del frutto proibito insieme con sua moglie Eva, ci viene spesso una domanda: perche’ Dio ha voluto piantare quell’albero se poi ce lo ha proibito, e conosceva il futuro, ovvero la disobbedienza di Adamo?

Dio ha voluto piantare l’Albero del Bene e del Male per testare la volonta’ dell’Uomo e per provare la sua liberta’. Secondo san Gregorio il Teologo la proibizione era solo momentanea, e Adamo ed Eva avrebbero potuto gustare del frutto al tempo opportuno, qualora avessero obbedito alla Legge dell’Onnipotente (cfr. Omelia Seconda per la Pasqua, 8). Sant’Efrem il Siro scrive che Dio non creo’ l’uomo mortale o immortale, ma lascio’ la decisione all’umanita’ stessa, la quale avrebbe condannato se stessa alla mortalita’ tramite la disobbedienza: qualora Eva avesse resistito, Dio avrebbe poi concesso giustizia contro il serpente e avrebbe donato all’umanita’ un altro destino. [1]

San Giovanni Damasceno con simili parole nel suo Esposizione della Fede Ortodossa scrive:

Dopo aver donato alla sua creatura la libera volonta’, il Signore diede un comandamento, di non provare l’albero della conoscenza. Dio promise che, qualora l’uomo avesse vinto sulla sua tentazione, avrebbe ricevuto la vita eterna e ogni sorta di benedizione, ma poiche’ Adamo preferi’ i frutti della gola e la disobbedienza, rigettando le divine istituzioni del Creatore, cadde nella morte e nella maledizione, e nella corruzione di una vita di stenti. [2]

Non dobbiamo comunque disperare, perche’ Dio ha trovato il modo perfetto per salvare l’Uomo dalla caduta: l’incarnazione del Signore Gesu’ Cristo, Suo Verbo.

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FONTI E NOTE

1) 8 St. Ephrem the Syrian, Selected Prose Works, trans. Edward G. Matthews, Jr, and Joseph P. Amar (Washington, D.C.: Catholic University of America Press, 1994), p. 109f

2) Giovanni di Damasco, Esposizione della Fede Ortodossa, libro II cap. 30

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