Le incensazioni a casa

 Qual è il modo appropriato per i laici di usare l’incenso in preghiera?

 Storicamente, era probabilmente una cosa eccezionale che un laico usasse incenso in casa, a causa del suo costo, e quindi non si dovrebbe pensare che sia essenziale, ma è certamente ammissibile.

 Un laico avrebbe usato solo un incensiere a mano – non un incensiere oscillante come solitamente usa il clero.

 Quando una persona incensa con un incensiere a mano, l’incensiere è tenuto nella mano destra e il segno della croce si fa con l’incensiere su qualunque cosa si stia incensando. Poi si pone l’incensiere nella mano sinistra, e ci si fa il segno della croce e inchinandosi… a meno che non si stiano incensando altre persone, nel qual caso si fa il segno della croce con il solo incensiere e poi ci si inchina alle persone senza segnarsi.

 Se si fanno le preghiere del mattino o della sera, si può incensare prima dell’inizio delle preghiere, anche se alcuni lo fanno alla fine.

 È buona cosa avere una croce e un vangelo nel proprio angolo delle icone. È qui che inizia e termina l’incensazione. Si possono incensare le sole icone nell’angolo delle icone, ma se lo si desidera, si può l’intera stanza in cui si sta pregando, o anche altre stanze.

 Ci sono ulteriori dettagli su come usare un turibolo se si stanno compiendo i servizi dei lettori, a casa o in una chiesa (in assenza di un prete) in “Domande pratiche su come fare i servizi dei lettori”.

 Praticamente, oltre a un buon incensiere, consigliamo di avere un paio di pinze per accendere i carboni – anche se le bacchette funzionano ancora meglio, se si sa come usarle. Le bacchette hanno anche il vantaggio di permettere di posizionare i pezzi di incenso esattamente dove li si vuole.

 Mi sono imbattuto in un articolo, che ha i seguenti commenti sull’uso di un incensiere a mano, e che probabilmente riflette almeno la pia consuetudine greca:

 “In precedenza abbiamo menzionato l’incensiere a mano come parte dell’angolo delle icone. Questo incensiere a mano è usato in casa per le feste, il sabato sera, all’inizio dei periodi di quaresima, alla vigilia degli onomastici della famiglia, alla vigilia della festa patronale della chiesa di famiglia, e in altre occasioni. Alcune famiglie ortodosse usano l’incensiere ogni sera nella preghiera familiare, ma l’uso minimo è per le occasioni summenzionate.

 

L’offerta di incenso a Dio è una pratica che risale al tempo di Mosè quando Dio diede comandamenti su come bruciarlo.

 Farai un altare sul quale bruciare l’incenso… Aronne brucerà su di esso l’incenso aromatico: lo brucerà ogni mattina quando riordinerà le lampade, e lo brucerà anche al tramonto, quando Aronne riempirà le lampade: incenso perenne davanti al Signore per le vostre generazioni. Non vi offrirete sopra incenso estraneo (Esodo 30:1,7-9).

 Bruciare incenso come offerta a Dio continuerà fino alla fine del mondo, come rivelato da Dio a San Giovanni.

 Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi. (Apocalisse 8:3-4).

 A causa del comandamento e della rivelazione di Dio riguardo all’offerta dell’incenso, la Chiesa usa l’incenso come offerta accettabile nei suoi servizi divini. Poiché la chiesa parrocchiale usa l’incenso, anche la chiesa di famiglia dovrebbe usare l’incenso come offerta gradita a Dio. Il sabato sera e in occasione delle feste e delle altre occasioni già citate, la casa è “benedetta” con l’incenso. Il capofamiglia porta l’incensiere con l’incenso che brucia per tutta l’abitazione (cantina e sottotetto inclusi) e fa il segno della croce sulle quattro pareti di ogni stanza e sui letti. Alcuni ortodossi hanno l’abitudine di dire ogni volta che si fa il segno della Croce: “Questa stanza (o questo letto) è benedetta/o dal segno della santa Croce”. La persona che incensa è accompagnata da tutti i membri della famiglia che cantano “Santo Dio…”, il tropario della festa o della domenica o un’altra ode appropriata, e portano icone o candele. La processione inizia dall’angolo delle icone, procede attraverso l’intera abitazione e ritorna all’angolo delle icone.

 L’incensiere a mano, il carboncino (per bruciare l’incenso) e l’incenso possono essere acquistati in alcune chiese parrocchiali o in comunità monastiche. Il parroco o il diacono saranno felici di mostrare ai parrocchiani come accendere il carbone e come offrire l’incenso.

 Il carbone di legna e le ceneri dell’incenso non dovrebbero essere gettati nella spazzatura, ma dovrebbero essere posti lungo le fondamenta dell’edificio, seppelliti nel terreno o collocati in un altro luogo appropriato dove nessuno li calpesterà.

 I giorni di festa sono celebrati dalle famiglie ortodosse come occasioni speciali e gioiose. Questi giorni non sono considerati giorni normali e per questo motivo le case ortodosse sono spesso decorate appositamente per la festa. La decorazione dell’angolo della casa e dell’icona può essere un progetto eseguito dai genitori insieme ai bambini. Le decorazioni stesse, il lavoro di decorazione e la benedizione della casa con l’incensiere mettono in risalto la particolarità e l’importanza della festa. Questi momenti non devono essere superati da nessuna celebrazione secolare a casa, dopotutto la casa ortodossa è una chiesa di famiglia e Dio è al centro della sua esistenza. Non c’è nulla di così vuoto come un Natale celebrato, come fanno molti occidentali, in modo tale che le decorazioni della casa, il pasto, i regali o la riunione della famiglia sono il centro e la ragione della celebrazione. In altre parole, Cristo è stato reso estraneo alla celebrazione” (Marriage and the Christian Home, di p. Michael B. Henning http://orthodoxinfo.com/praxis/xc_home.aspx ).

 Ho anche trovato quanto segue:

 “Per i contadini il ciclo agricolo è strettamente connesso all’Anno della Chiesa, che indica quando seminare certe colture, ecc. Ci sono varie benedizioni di raccolti e prodotti, di bestiame e simili, così che tutto sia collegato a Dio. Anche i cittadini mantengono tradizioni come mangiare paste fatti in casa a forma di uccelli nella festa dei Quaranta Santi Martiri (9/22 marzo), avere cura che solo il lavoro più essenziale sia fatto nel giorno di sant’Elia, benedire la casa con acqua santa il primo giorno di ogni mese e incensare ogni giorno con un incensiere domestico e incenso: ogni volta che è possibile, gli ortodossi cercano di andare in chiesa non solo la domenica, ma anche per le feste principali, portando anche i bambini fuori dalla scuola per queste occasioni” (The Orthodox Way of Life, di una monaca all’estero, da The Shepherd, Vol. XVII, n. 3, dicembre 1996, pp. 4-8 http://orthodoxinfo.com/praxis/waylife.aspx ).

dal blog di padre John Whiteford

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